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  • Vino e dintorni

     

    Vino e dintorni

    02/02/2018

    Si tratta di 5 incontri sul “VINO E DINTORNI” a partire da lunedì 19 febbraio,per cinque lunedì consecutivi, saremo alla Locanda La Posta a Marene, nella nuova sala. In questo ciclo di incontri, con l’aiuto di sommelliers, produttori di vi...

  • Serate di degustazione

     

    Serate di degustazione

    27/01/2016

    La Vineria IL ROMA di Savigliano, in collaborazione con l’Enoteca LE MARNE, organizza cinque serate dedicate al vino, nelle sue differenti sfaccettature, a partire da lunedì 8 febbraio fino lunedì 7 marzo compreso. Cinque lunedì in cui ai ...

  • Corso di degustazione dedicato al vino

     

    Corso di degustazione dedicato al vino

    03/02/2015

    Curiosità, formazione professionale, passione, forse fenomeno di moda. Quale sia il motivo, l’interesse per il vino continua ad essere crescente. In cinque serate intendiamo portarvi ad apprezzare ancor di più questo tipo di bevanda che ha...

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Chi siamo

Più di dieci anni di “Le Marne”

Ci piace partire col ricordare il perché della scelta fatta a suo tempo sul nome del locale e col ribadire come sia ancora oggi il punto di partenza, il riferimento delle nostre attività.

 

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prodotto FREGOLA

 

FREGOLA

02/03/2019

FREGOLA

La fregola sarda, detta anche fregula, è una pasta tipica della Sardegna, in particolare della provincia del Medio Campidano. Simile al cous cous, tanto da essere chiamata anche “cous cous italiano”, è costituita da piccole palline di grano, lavorate a mano e tostate. Sono tante le curiosità che la riguardano ma la più interessante è che questa pasta è prodotta in Sardegna da più di 1000 anni.
Anche se le origini non sono propriamente note, si pensa che questo piatto si sia diffuso in Sardegna portato dal popolo fenicio e da quello cartaginese. Senz’altro il nome è, invece, di origine latina e significa appunto “briciola”.
In origine la fregola si preparava solo durante la settimana perché l’acqua nel fine settimana serviva per i lavori nei campi e non poteva essere usata per fare altro. La sua preparazione è un vero e proprio rito familiare, che affonda le sue radici nell’antica tradizione culinaria sarda.
Ci sono tantissime ricette regionali sarde che prevedono l’uso della fregola tostata in forno, condita con diversi tipi di salse. Ci sono, infatti, tantissimi primi piatti, sia con pesce (tra cui bottarga, molluschi, cozze e vongole veraci) sia con carne, come per esempio le salsicce, o ancora tantissime minestre (come per esempio con ceci e fagioli). Questa tipologia di pasta è davvero ottima abbinata con i più svariati ingredienti.

FREGULA TOSTATA – Pastificio Morelli

 


prodotto Ravioli del Plin

 

Ravioli del Plin

09/02/2019

Ravioli del PLIN

Nella zona delle Langhe e del Monferrato sono celebri i ravioli del plin, il cui nome è dovuto al metodo di chiusura, “plin” appunto, ovvero “pizzicotto” in dialetto piemontese, poiché la sfoglia ripiena viene sigillata stringendone i lembi con le dita.
Le origini di questo primo piatto prelibato sono incerte. Diffuso e tipico in tutto il Piemonte, non c’è dubbio che sia nato come ricetta di riciclo degli avanzi, carni cotte e verdure nelle famiglie più abbienti, ed erbe di campo e riso in quelle più modeste. Pur essendo inseriti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali e tutelati da un disciplinare, non esiste una “ricetta originale” degli agnolotti del plin. Le numerose varianti rispondono a questa esigenza anti spreco, differenziandosi in base alla località, alla famiglia, alla tipologia di avanzo da valorizzare nonché ai prodotti facilmente reperibili.
In tempi meno recenti era usanza servire gli agnolotti del plin “al tovagliolo”. Dopo averli cotti e scolati, essi venivano posati all’interno del tovagliolo, ripiegato perché non perdessero morbidezza, e qui venivano consumati senza condimento che ne coprisse il gusto. A volte si accompagnavano ad un brodo leggero, servito a parte in tazza, oppure a vino rosso. Questa curiosa tradizione popolare negli ultimi anni è stata rivalutata e non è insolito vederli servire in questo modo in qualche piola di cucina tipica piemontese, in ristoranti di livello o nei pranzi in famiglia.


Ravioli del Plin alle erbette – Pastè – Bra (Cn)

 


prodotto Biscotto di Prato Mattei

 

Biscotto di Prato Mattei

16/06/2018

BISCOTTI DI PRATO

Come si intuisce dal nome sono il dolce simbolo della città di Prato. La prima ricetta trascritta dei biscotti di Prato, chiamati in origine biscotti alla genovese, risale al 1700 ed è conservata nell’archivio di Stato di Prato. Un secolo dopo il pasticcere Antonio Mattei ripropone tale ricetta col nome di Biscotti di Prato (o cantucci di Prato) o biscotti di Mattonella (in riferimento al nomignolo di Mattei).
Nel 1867 all’esposizione universale di Parigi, Mattei ricevette un riconoscimento speciale proprio per la presentazione di tale prodotto.
Tutti li chiamano “cantucci”, ma i Pratesi sanno bene che i Biscotti di Prato, una delle più conosciute specialità della Toscana, dei cantucci sono soltanto “parenti alla lontana”. Ma soprattutto, a differenza di quest’ultimi, non sono affatto “bis-cotti”. I Biscotti di Prato hanno progressivamente acquisito la loro identità fino a diventare una prelibatezza autentica: farina, uova, zucchero, mandorle e pinoli vengono impastati a formare dei filoncini che sono cotti in forno e poi tagliati, ancora tiepidi, a losanghe.
La diffusione a livello internazionale dei Biscotti di Prato nel tradizionale pacchetto blu è testimoniata dal fatto che essi figurano come uno dei primi cinque biscotti italiani maggiormente conosciuti all’estero.
Che si preferisca inzuppare il biscotto nel bicchierino o che si decida di sorseggiare il dolce liquore toscano soltanto dopo aver gustato il sapore e la croccantezza dei Biscotti di Prato, l’abbinamento col Vin Santo è d’obbligo.


Biscotti di Prato - Biscottificio Antonio Mattei - Prato (Po)

 


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